Aleister Crowley: “La Grande Bestia”

Cercando di capire … Chi era la “Grande Bestia”? Chi era Aleister Crowley?

Aleister Crowley“L’uomo più vizioso del mondo…” così lo descriveva la stampa sua contemporanea. Cresciuto da genitori appartenenti ad una setta fondamentalista cristiana e convinti che chiunque non appartenesse al loro gruppo fosse condannato al fuoco eterno, fino all’età di dodici anni ebbe il divieto di leggere altri libri se non la Bibbia. E lui la lesse.

Nel periodo dell’adolescenza decise di essere La Bestia delle Rivelazioni, e si dichiarò tale.

Una dichiarazione scioccante, specialmente in epoca vittoriana. Ma Crowley fu anche un bravo poeta, abile giocatore di scacchi, pittore, scalatore provetto ed esploratore. Sosteneva poi di conoscere a fondo buddismo, taoismo, yoga e, soprattutto, la “magick“. Faceva anche regolare uso di cocaina, oppio, peyote e hashish.

All’età di 45 anni si proclamò santo della Chiesa Gnostica, diventando il “dio” del suo tempio personale; in quel periodo era ormai indesiderato in numerosi paesi, espulso da alcuni altri o costretto a lasciarli.

La sua reputazione di sesso selvaggio e orge a base di droghe, che combinava con i riti religiosi dell’ordine che aveva creato, fu un fattore importante nelle difficoltà che ebbe con vari governi.

A Cefalù, in Sicilia, fondò la “Abbazia del Fai Ciò che Vuoi“, dove visse con un’accolita di amanti facendo esperimenti sessuali, narcotici ed occulti.

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The Book of the Law, secondo Aleister Crowley, l’autore del volume, Il Libro che gli era stato dettato telepaticamente in tre giornate successive: l’8, il 9 e il 10 di aprile del 1904.

Il vero “autore” si riferiva a se stesso come ad Aiwas: “un messaggero delle forze che nel presente regolano la Terra“. Aiwas, uno spirito “in possesso di conoscenza e poteri fantastici“, trasmetteva le sue parole in modo telepatico.

Si trattava della bibbia di Crowley.
Il Libro enuncia “La Legge di Thelema” (Thelema, dal greco volontà) che consiste in un “semplice codice di condotta”:

FAI CIÒ CHE VUOI

Crowley, prima della sua morte, a proposito de Il Libro scrisse:

“… è una sintesi sublime di tutte le scienze e di tutte le etiche. È in virtù di questo libro che l’Uomo può ottenere un grado di libertà fino ad ora mai nemmeno immaginato possibile, uno sviluppo spirituale del tutto superiore a quanto fino ad ora conosciuto.”

Gli scritti di Crowley sono straordinariamente numerosi. Nel suo Magick in Theory and Practice scrive:

“L’unico e intero oggetto di tutta la vera formazione magicka è liberarsi da qualsiasi tipo di limitazione.”

(Crowley aggiungeva  lettera “k” alla parola magico per differenziare il suo campo da quello che attraeva i “deboli” e i “dilettanti”).

Il Libro non cita Francois Rabelais, ma la “Legge di Thelema” in realtà deriva da una sua opera. Rabelais, prete che aveva studiato al Seminario della Sorbona di Parigi, scrisse un libro intitolato Gargantua; in stile di favola buffa, conteneva idee in forte contrasto con la Chiesa Cattolica del tempo, idee che, se fossero state presentate in modo serio, sarebbero potute essere facilmente etichettate come eresia (con conseguente pena di morte).

Rabelais racconta di come “i Thelemiti erano governati, e del loro modo di vita“:

“La loro vita non era spesa in leggi, statuti o regole, ma secondo il loro piacere e libera volontà. Si alzavano dal letto quando pensavano fosse il momento giusto; mangiavano, bevevano, lavoravano quando ne avevano voglia o vi si sentivano disposti. Nessuno li svegliava, nessuno li costringeva a mangiare, bere o fare qualsiasi altra cosa; perché così aveva stabilito Gargantua. In tutte le loro regole c’era una sola clausola da osservare:

FAI CIÒ CHE VUOI.

Poiché gli uomini che sono liberi, riposati e ben nutriti, e frequentano compagnie oneste, hanno uno sprone e un istinto naturale che li spinge verso azioni virtuose, li trattiene dal vizio, ed è chiamato onore…

Questo è Rabelais.

The Book of the Law di Crowley aggiunge una svolta nuova e ardente alla Legge di Thelema descritta da Rabelais:

“Non abbiamo nulla in comune con gli emarginati e gli incapaci: muoiano essi in miseria. Poiché non sentono. La compassione è il vizio dei Re. Calpesta i miserabili e i deboli: questa è la legge del forte, questa è la nostra legge e la gioia del mondo.
… Sono il serpente che dà Conoscenza e Delizia, e con l’ebbrezza agita i cuori degli uomini. Per adorarmi bevete vino, assumete droghe strane… non vi faranno male. È una bugia, questa follia contro il sé… oh uomini, siate forti! Lussuria, godetevi ogni cosa in estasi e rapimento…
… i re della terra devono essere re per sempre: e gli schiavi devono servire.
Coloro i quali cercano di intrappolarti, di sopraffarti, devi attaccarli senza quartiere e senza pietà; distruggili completamente.
Sono unico e conquistatore. Non mi interessano gli schiavi che periscono. Possano essere dannati e morti! Amen.
Nessuna pietà per chi cade! Non li ho mai conosciuti. Non consolo: odio i consolati e i consolatori!”

Tratto da “Messia o Pazzo?” di Bent Corydon e Ron Hubbard, Jr. (alias Ronald DeWolf)
Traduzione in Italiano a cura di
“Allarme Scientology”

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